Come funziona la tassazione dei frontalieri tra Italia e Svizzera

Ogni giorno, migliaia di lavoratori italiani attraversano il confine per recarsi in Svizzera, attratti da stipendi più elevati e un mercato del lavoro stabile. Tuttavia, questa situazione lavorativa transfrontaliera solleva una questione cruciale: come funziona la tassazione dei frontalieri tra Italia e Svizzera? Comprendere il sistema fiscale applicabile a questa particolare categoria di lavoratori è essenziale per evitare sanzioni, doppie imposizioni e per pianificare correttamente il proprio bilancio familiare.

In questo articolo analizzeremo in modo chiaro, dettagliato e professionale tutto ciò che riguarda la tassazione dei lavoratori frontalieri, i recenti aggiornamenti normativi, gli accordi internazionali tra i due Paesi e le implicazioni pratiche per chi lavora oltreconfine.

Chi sono i lavoratori frontalieri

Il termine “frontaliero” indica un lavoratore che risiede in un Paese (in questo caso l’Italia), ma si reca quotidianamente o settimanalmente in un altro Stato (la Svizzera) per svolgere la propria attività lavorativa. Affinché una persona sia considerata frontaliera ai fini fiscali, devono sussistere alcune condizioni:

  • Residenza entro 20 km dal confine (per gli accordi previgenti);

  • Rientro regolare al domicilio (giornaliero o settimanale);

  • Rapporto di lavoro subordinato o autonomo in Svizzera.

Tuttavia, con il nuovo accordo bilaterale entrato in vigore nel 2023, queste condizioni sono cambiate, e i nuovi frontalieri sono soggetti a regole diverse rispetto a quelli “storici”.

Differenza tra frontalieri “vecchi” e “nuovi”

Una distinzione fondamentale per comprendere la tassazione dei frontalieri tra Italia e Svizzera riguarda la data di inizio del rapporto di lavoro.

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Frontalieri storici

I lavoratori che hanno iniziato il rapporto di lavoro prima del 17 luglio 2023, e risiedono nella fascia di 20 km dal confine, rientrano nella categoria dei “vecchi frontalieri”. Per loro si applicano le condizioni dell’accordo del 1974:

  • Tassazione esclusiva in Svizzera, con versamento di un’imposta alla fonte;

  • L’Italia riceve un rimborso parziale dai Cantoni svizzeri (Ticino, Grigioni, Vallese), pari al 40% delle imposte trattenute;

  • Nessuna imposizione fiscale in Italia, fatta eccezione per il contributo alla sanità (modello F24 tramite codice tributo 1053).

Nuovi frontalieri

I lavoratori che hanno iniziato l’attività dopo il 17 luglio 2023 sono soggetti al nuovo Accordo Italia-Svizzera ratificato nel 2023. Le principali novità sono:

  • Doppia imposizione: sia in Svizzera (imposta alla fonte del 80% sul totale dovuto) sia in Italia (con credito d’imposta);

  • Obbligo di dichiarare i redditi esteri in Italia (modello Redditi PF);

  • L’Italia garantisce un credito d’imposta pari all’imposta pagata in Svizzera, per evitare la doppia imposizione effettiva.

Come viene calcolata la tassazione per i nuovi frontalieri

Per i nuovi frontalieri, la Svizzera trattiene direttamente un’imposta alla fonte, generalmente tra il 10% e il 15%, a seconda del Cantone e del livello di reddito. L’imposta è calcolata secondo le aliquote svizzere, ed è trattenuta mensilmente dal datore di lavoro.

Successivamente, il lavoratore deve:

  1. Dichiarare il reddito estero in Italia;

  2. Applicare il credito d’imposta corrispondente a quanto già versato in Svizzera;

  3. Pagare eventuali differenze se l’imposta italiana è più alta di quella svizzera.

Il principio applicato è quello della progressività: il reddito svizzero concorre alla formazione dell’imponibile complessivo in Italia, anche se parte dell’imposta è già stata versata all’estero.

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Modello Redditi e codice tributo da usare

Dal 2024, per i redditi 2023, è possibile dichiarare i redditi da lavoro dipendente estero anche nel modello 730, grazie all’ampliamento delle funzionalità del modello precompilato. Tuttavia, in presenza di situazioni fiscali complesse o per una gestione più dettagliata del credito d’imposta estero, molti lavoratori frontalieri continuano a preferire il Modello Redditi Persone Fisiche (ex Unico).
In ogni caso, per i frontalieri storici resta l’obbligo di versare il contributo per l’assistenza sanitaria nazionale (codice tributo 1053) tramite modello F24, indipendentemente dal modello utilizzato per la dichiarazione dei redditi.

Quali sono le imposte pagate in Svizzera

In Svizzera, la tassazione si articola su tre livelli:

  1. Federale: imposta diretta federale (IFD);

  2. Cantonale: varia da Cantone a Cantone (il Ticino ha un’imposizione intermedia);

  3. Comunale: ogni Comune applica la propria aliquota, detta “coefficiente comunale”.

L’imposta complessiva varia quindi notevolmente a seconda del luogo di lavoro. Mediamente, la pressione fiscale in Svizzera è più bassa rispetto all’Italia, ma le detrazioni sono più limitate.

Cosa cambia per chi lavora da remoto

Con l’aumento del lavoro a distanza, molti frontalieri si sono trovati a lavorare parzialmente o completamente da casa, in Italia. Questo ha comportato nuovi scenari fiscali.

L’accordo tra Italia e Svizzera prevede che, in caso di lavoro da remoto superiore al 25% del tempo lavorativo annuo, il frontaliero non rientri più nella definizione classica e possa essere tassato esclusivamente in Italia per la parte svolta sul territorio italiano.

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È fondamentale quindi tenere traccia precisa delle giornate lavorate in presenza in Svizzera e in remoto in Italia, anche tramite timbrature o documenti ufficiali.

Previdenza e contributi INPS

I lavoratori frontalieri non versano contributi all’INPS, ma al sistema previdenziale svizzero (AVS – Assicurazione vecchiaia e superstiti). Questo significa che, per ottenere la pensione, devono rivolgersi agli enti svizzeri, anche se gli anni lavorati in Svizzera vengono comunque considerati nel calcolo della pensione italiana, grazie al regolamento UE n. 883/2004 e agli accordi bilaterali.

Per ottenere la totalizzazione dei contributi, è necessario presentare una domanda di riconoscimento dei periodi esteri all’INPS.

Novità fiscali e aggiornamenti normativi

Dal 2023, l’Italia e la Svizzera hanno attuato un importante aggiornamento dell’accordo del 1974. Questo nuovo trattato è stato firmato il 23 dicembre 2020 e ratificato dal Parlamento italiano nel 2023, introducendo la doppia imposizione parziale.

Tra le novità più rilevanti:

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  • Maggiori controlli fiscali e scambio automatico di informazioni;

  • Definizione più chiara di “nuovo frontaliero”;

  • Possibilità per l’Italia di tassare parzialmente i redditi dei nuovi frontalieri.

Per chi desidera approfondire l’accordo, è possibile consultare il sito del MEF – Ministero dell’Economia e delle Finanze o il portale ufficiale della Confederazione Svizzera.

In definitiva, la tassazione dei frontalieri tra Italia e Svizzera è un tema complesso, che richiede una conoscenza aggiornata delle norme vigenti, sia nazionali che internazionali. Le differenze tra frontalieri storici e nuovi, l’impatto del lavoro da remoto e il sistema di doppia imposizione rendono fondamentale il supporto di un commercialista esperto in fiscalità internazionale.

Una corretta gestione fiscale consente non solo di evitare sanzioni e contenziosi, ma anche di ottimizzare il proprio carico tributario in modo legittimo e trasparente. Per questo motivo, rivolgersi a un professionista del settore è la scelta migliore per ogni lavoratore frontaliero.

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Dottore Commercialista e Revisore Legale, con una solida formazione in Scienze Economico-Aziendali. La mia carriera si è arricchita grazie all'approfondimento di tematiche legali e fiscali, permettendomi di offrire consulenze specializzate e mirate. Appassionata di informatica e nuove tecnologie, integro strumenti digitali avanzati nella gestione contabile e finanziaria, proponendo soluzioni innovative ai miei clienti con un approccio che fonde tradizione e innovazione.
Antonella Beringheli
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