Vivere in Germania non significa necessariamente interrompere ogni rapporto fiscale con l’Italia. Chi si trasferisce all’estero può continuare a possedere immobili in Italia, percepire affitti, pensioni, dividendi o altri redditi di fonte italiana.
Per capire dove devono essere dichiarati e tassati questi redditi è necessario partire da un elemento fondamentale: la residenza fiscale. Successivamente occorre verificare la natura dei singoli redditi e applicare, quando necessario, la Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Germania.
Vediamo quindi quali sono gli aspetti principali da considerare per un italiano che vive in Germania.
Residenza fiscale tra Italia e Germania: il primo elemento da verificare
La residenza fiscale determina, in linea generale, lo Stato nel quale una persona è assoggettata a imposizione sulla propria situazione reddituale complessiva.
Dal periodo d’imposta 2024, la normativa italiana considera fiscalmente residenti le persone che, per la maggior parte del periodo d’imposta, considerando anche le frazioni di giorno, hanno in Italia la residenza ai sensi del codice civile, il domicilio oppure sono fisicamente presenti nel territorio dello Stato.
Ai fini fiscali, il domicilio è individuato nel luogo in cui si sviluppano principalmente le relazioni personali e familiari della persona.
Questo significa che non è sufficiente limitarsi a contare i giorni trascorsi all’estero o a considerare un singolo elemento formale: la posizione deve essere ricostruita considerando concretamente le circostanze del trasferimento.
Iscrizione AIRE: importante, ma non determina da sola la residenza fiscale
L’iscrizione all’AIRE è un adempimento fondamentale per il cittadino italiano che trasferisce stabilmente la propria residenza all’estero, ma non consente da sola di concludere automaticamente che la persona sia fiscalmente residente in Germania.
Occorre verificare anche gli altri criteri previsti dalla normativa italiana e la situazione effettiva del contribuente.
Allo stesso modo, l’iscrizione nell’anagrafe della popolazione residente italiana costituisce oggi una presunzione di residenza fiscale che può essere superata fornendo prova contraria.
Quando Italia e Germania considerano contemporaneamente una persona residente secondo le rispettive legislazioni interne, è necessario applicare anche i criteri previsti dalla Convenzione contro le doppie imposizioni.
Se risulto residente sia in Italia sia in Germania, quale Stato prevale?
La Convenzione Italia-Germania contiene specifici criteri per risolvere i casi di doppia residenza fiscale.
In presenza dei requisiti previsti dalla Convenzione, vengono considerati progressivamente elementi quali:
- la disponibilità di un’abitazione permanente;
- il centro delle relazioni personali ed economiche;
- il luogo di soggiorno abituale;
- la cittadinanza;
- e, nei casi residuali, l’accordo tra le autorità competenti dei due Stati.
La residenza fiscale non dovrebbe quindi essere determinata sulla base di un solo elemento, ma attraverso l’analisi complessiva della situazione personale e familiare.
Come funziona la tassazione in Germania
Le persone che hanno in Germania un domicilio o la propria dimora abituale sono, in linea generale, assoggettate alla tassazione tedesca sul reddito secondo le regole previste dalla normativa locale.
Per il lavoro dipendente viene normalmente applicata la Lohnsteuer, cioè la ritenuta sul reddito di lavoro operata dal datore di lavoro.
L’Einkommensteuer rappresenta invece l’imposta tedesca sul reddito delle persone fisiche.
La necessità di presentare una dichiarazione annuale in Germania dipende dalla situazione concreta del contribuente. In alcuni casi la dichiarazione è obbligatoria, in altri può essere presentata volontariamente.
La dichiarazione può essere gestita attraverso il sistema telematico tedesco ELSTER o con l’assistenza di un professionista abilitato in Germania.
Vivo in Germania ma percepisco redditi in Italia: cosa succede?
Essere fiscalmente residenti in Germania non significa che tutti i redditi collegati all’Italia cessino automaticamente di avere rilevanza fiscale italiana.
Una persona residente in Germania può continuare, ad esempio, a percepire:
- redditi derivanti da immobili situati in Italia;
- canoni di locazione di immobili italiani;
- redditi di lavoro svolto in Italia;
- pensioni di fonte italiana;
- dividendi o interessi provenienti dall’Italia;
- redditi derivanti da attività economiche svolte in Italia.
Per ciascuna categoria di reddito occorre verificare sia la normativa interna dei due Paesi sia le disposizioni della Convenzione Italia-Germania.
Immobile o casa affittata in Italia mentre vivo in Germania
Uno dei casi più frequenti riguarda il contribuente che vive in Germania ma continua a possedere una casa in Italia.
La Convenzione Italia-Germania riconosce allo Stato in cui è situato l’immobile il diritto di assoggettare a imposizione il relativo reddito. Un immobile situato in Italia mantiene quindi una rilevanza fiscale italiana anche quando il proprietario è residente in Germania.
Occorre verificare la dichiarazione del reddito in Italia, il regime fiscale applicabile, l’eventuale cedolare secca, l’IMU e gli altri adempimenti connessi all’immobile.
Abbiamo approfondito specificamente questo caso nell’articolo
Affitto casa in Italia ma vivo in Germania: dove dichiaro il reddito?
Lavoro in Germania: dove viene tassato lo stipendio?
Quando una persona è residente in Germania e svolge materialmente il proprio lavoro in Germania, il reddito da lavoro dipendente è normalmente assoggettato a imposizione in Germania.
La situazione può diventare più complessa quando l’attività lavorativa viene svolta in parte in Italia, quando il datore di lavoro si trova in un altro Stato oppure quando il lavoratore trascorre periodi significativi in entrambi i Paesi.
In questi casi devono essere considerate anche le regole previste dalla Convenzione Italia-Germania per il lavoro dipendente, comprese, quando applicabili, le condizioni relative ai periodi di permanenza nello Stato in cui viene svolta l’attività.
Pensioni italiane percepite da chi vive in Germania
Anche le pensioni richiedono un’analisi specifica.
Non è corretto applicare automaticamente la regola secondo cui tutte le pensioni italiane sono tassate in Italia oppure tutte quelle private sono tassate in Germania.
Il trattamento può cambiare in funzione della natura della pensione, dell’ente che la corrisponde, della cittadinanza del beneficiario e delle specifiche disposizioni della Convenzione Italia-Germania.
Prima di determinare dove debba essere tassata una pensione è quindi necessario identificarne correttamente la tipologia.
Dividendi, interessi e altri redditi finanziari tra Italia e Germania
Anche dividendi, interessi e altri redditi finanziari possono essere interessati dalle disposizioni della Convenzione contro le doppie imposizioni.
In alcuni casi lo Stato da cui proviene il reddito può applicare una ritenuta, mentre lo Stato di residenza conserva il proprio potere impositivo secondo le condizioni e i limiti stabiliti dalla Convenzione.
Il meccanismo utilizzato per evitare la doppia imposizione deve essere verificato in relazione alla specifica categoria reddituale.
Non è quindi corretto applicare indistintamente a tutti i redditi il principio secondo cui qualsiasi imposta pagata in Italia viene automaticamente recuperata come credito in Germania.
Come funziona la Convenzione contro le doppie imposizioni Italia-Germania
La Convenzione tra Italia e Germania non stabilisce semplicemente che il contribuente debba pagare le imposte prima in uno Stato e poi recuperarle nell’altro.
Per ogni categoria di reddito la Convenzione individua quale Stato può esercitare la potestà impositiva e stabilisce il metodo attraverso il quale deve essere evitata la doppia imposizione.
A seconda della tipologia di reddito possono quindi trovare applicazione meccanismi differenti, tra cui l’esenzione oppure il riconoscimento di un credito per le imposte pagate nell’altro Stato.
Per questo motivo è necessario esaminare separatamente immobili, lavoro dipendente, pensioni, interessi, dividendi e altre categorie reddituali.
Devo presentare una dichiarazione dei redditi anche in Italia?
Una persona fiscalmente non residente in Italia può comunque essere tenuta a presentare una dichiarazione italiana quando possiede redditi prodotti nel territorio dello Stato, salvo i casi di esonero previsti dalla normativa.
È il caso, ad esempio, di alcuni proprietari di immobili situati in Italia o di contribuenti che percepiscono altre categorie di reddito di fonte italiana.
La dichiarazione italiana del non residente riguarda i redditi per i quali permane un obbligo fiscale in Italia e non comporta automaticamente che la persona torni a essere fiscalmente residente nel nostro Paese.
Chi vive in Germania deve compilare il quadro RW in Italia?
Il quadro RW è uno strumento italiano di monitoraggio fiscale relativo agli investimenti e alle attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero.
Per una persona effettivamente fiscalmente residente in Germania e non residente fiscalmente in Italia, il semplice possesso di un conto corrente, di investimenti o di altri beni in Germania non determina, di per sé, l’obbligo di compilare il quadro RW italiano.
La questione diventa invece rilevante quando la persona risulta fiscalmente residente in Italia oppure quando è necessario verificare se il trasferimento della residenza all’estero sia stato effettivamente perfezionato ai fini fiscali.
Prima di compilare il quadro RW è quindi essenziale definire correttamente la residenza fiscale.
Caso pratico: italiano residente in Germania con appartamento affittato in Italia
Immaginiamo una persona che vive stabilmente a Berlino, lavora in Germania ed è fiscalmente residente in Germania, ma possiede un appartamento a Milano che concede in locazione.
Il reddito da lavoro svolto in Germania sarà normalmente collegato alla tassazione tedesca.
L’appartamento di Milano, invece, continua ad avere rilevanza fiscale in Italia perché l’immobile si trova nel territorio italiano.
Occorrerà quindi verificare gli adempimenti italiani relativi al reddito immobiliare e successivamente coordinare il trattamento con la Convenzione Italia-Germania.
Non è corretto concludere automaticamente che il reddito immobiliare venga nuovamente tassato in Germania con un semplice credito per le imposte italiane: occorre applicare il metodo previsto dalla Convenzione per quella specifica categoria di reddito.
Errori frequenti di chi si trasferisce in Germania
Tra gli errori che più frequentemente richiedono una verifica troviamo:
- considerare l’iscrizione AIRE come prova automatica della residenza fiscale tedesca;
- non dichiarare in Italia redditi che continuano a essere fiscalmente rilevanti nel nostro Paese;
- applicare indistintamente il credito d’imposta a qualsiasi reddito;
- non distinguere tra le diverse tipologie di pensione;
- compilare il quadro RW senza avere prima verificato la residenza fiscale;
- mantenere abitazione, famiglia o altri collegamenti rilevanti in Italia senza valutarne gli effetti fiscali;
- non coordinare la dichiarazione italiana con quella tedesca.
Quando è utile verificare la propria posizione fiscale Italia-Germania
Una verifica può essere particolarmente utile quando:
- ti sei recentemente trasferito in Germania;
- sei iscritto all’AIRE ma mantieni casa o famiglia in Italia;
- possiedi immobili in Italia;
- percepisci affitti o altri redditi italiani;
- percepisci una pensione italiana vivendo in Germania;
- lavori parte dell’anno in Italia e parte in Germania;
- hai ricevuto richieste o comunicazioni dall’Amministrazione finanziaria;
- non sei sicuro di aver presentato correttamente le dichiarazioni degli anni precedenti.
In questi casi è opportuno ricostruire prima la residenza fiscale e successivamente analizzare separatamente ogni categoria di reddito, applicando le norme italiane, quelle tedesche e la Convenzione contro le doppie imposizioni.
Fiscalità Italia-Germania: perché ogni situazione deve essere valutata individualmente
Due persone entrambe residenti in Germania possono avere obblighi fiscali molto differenti: una può percepire soltanto uno stipendio tedesco, mentre un’altra può mantenere immobili, pensioni, partecipazioni o altri redditi in Italia.
Per questo motivo non esiste una regola unica valida per tutti gli italiani che vivono in Germania.
La corretta gestione della posizione parte dalla residenza fiscale, prosegue con l’individuazione dei singoli redditi e si completa con l’applicazione delle disposizioni della Convenzione Italia-Germania.
Copyright © Riproduzione riservata
Ultimo aggiornamento 28/08/2026