Bilancio chiuso, cassa futura: costruire un budget di tesoreria dai dati contabili

Un’impresa può chiudere il bilancio in utile e, nello stesso momento, avere difficoltà a pagare stipendi, fornitori, imposte o rate bancarie. Non si tratta necessariamente di un’anomalia contabile: utile e liquidità misurano fenomeni diversi.

Il risultato economico rappresenta la differenza tra ricavi e costi attribuiti all’esercizio. La cassa, invece, dipende dal momento in cui crediti e debiti vengono effettivamente incassati o pagati. Per questo il bilancio è un punto di partenza essenziale, ma deve essere collegato a uno strumento prospettico: il budget di tesoreria.

 

Che cosa racconta il rendiconto finanziario

Il rendiconto finanziario ricostruisce come sono cambiate le disponibilità liquide durante l’esercizio. La lettura non si limita al saldo bancario finale, ma distingue i flussi generati o assorbiti da tre aree:

  • attività operativa, collegata alla gestione caratteristica e agli altri fatti della gestione corrente;
  • attività di investimento, relativa soprattutto all’acquisto e alla vendita di immobilizzazioni;
  • attività di finanziamento, comprendente l’accensione e il rimborso dei finanziamenti e le operazioni con i soci.

Questa separazione aiuta a capire da dove arriva la liquidità. Un aumento della cassa non è sempre un segnale positivo: potrebbe derivare da un nuovo finanziamento bancario, dalla vendita di un bene necessario all’attività o dal rinvio di pagamenti già scaduti. Allo stesso modo, una riduzione della liquidità non indica automaticamente una crisi, perché potrebbe essere causata da investimenti destinati a sostenere lo sviluppo futuro.

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Occorre quindi osservare non solo quanto è variata la cassa, ma anche quale gestione ha prodotto quella variazione.

 

Perché il bilancio non basta a prevedere i pagamenti

Il rendiconto finanziario è costruito su dati consuntivi. Spiega ciò che è avvenuto nell’esercizio chiuso, mentre l’impresa deve governare scadenze che si presenteranno nelle settimane e nei mesi successivi.

Inoltre, non tutte le società sono obbligate a redigerlo. Le imprese ammesse al bilancio abbreviato e le micro-imprese possono beneficiare dell’esonero previsto dal Codice civile. L’assenza dell’obbligo, tuttavia, non elimina l’utilità gestionale dell’analisi dei flussi di cassa.

Anche una piccola impresa dovrebbe essere in grado di rispondere ad alcune domande concrete:

  • quanta liquidità sarà disponibile alla fine del mese?
  • quali incassi sono ragionevolmente prevedibili e quali risultano incerti?
  • quando scadranno imposte, contributi, rate, canoni e pagamenti ai fornitori?
  • esistono mesi nei quali le uscite saranno concentrate?
  • gli affidamenti disponibili sono sufficienti o vengono utilizzati per coprire squilibri ricorrenti?

Come costruire un budget di tesoreria utile

Il budget di tesoreria è una previsione degli incassi, dei pagamenti e dei saldi finanziari futuri. Per essere attendibile non può limitarsi a dividere i valori annuali per dodici: deve considerare le effettive condizioni commerciali e le date previste di manifestazione finanziaria.

 

1. Partire dalla liquidità realmente disponibile

Il saldo iniziale deve essere verificato considerando conti bancari, cassa ed eventuali somme non liberamente utilizzabili. È inoltre opportuno distinguere la liquidità propria dagli affidamenti concessi ma non ancora utilizzati.

 

2. Stimare gli incassi con prudenza

Le previsioni dovrebbero essere costruite partendo dalle singole scadenze dei clienti. Un credito contabilizzato non equivale a un incasso certo: ritardi abituali, contestazioni, concentrazione su pochi clienti e situazioni di insolvenza devono essere considerati.

 

3. Mappare tutte le uscite

Nel piano devono entrare acquisti, servizi, retribuzioni, contributi, imposte, rate di finanziamenti, investimenti, canoni e altri impegni. Un errore frequente consiste nel registrare soltanto i pagamenti ordinari, dimenticando scadenze periodiche o importi già maturati ma non ancora richiesti.

 

4. Separare flussi ordinari e straordinari

La gestione corrente deve essere distinta dagli investimenti, dai nuovi prestiti, dagli apporti dei soci e dalle dismissioni. In questo modo è possibile capire se l’attività ordinaria sostiene autonomamente i pagamenti oppure richiede continuamente nuova finanza.

 

5. Aggiornare previsioni e scostamenti

Il budget non è un documento statico. Deve essere confrontato con gli incassi e i pagamenti effettivi, individuando le cause degli scostamenti. Un ritardo occasionale richiede una valutazione diversa rispetto a un sistematico allungamento dei tempi di incasso.

 

Un esempio ipotetico

Si consideri, in via esclusivamente ipotetica, un’impresa con utile positivo, vendite in crescita e numerosi crediti verso clienti. Nei due mesi successivi alla chiusura deve però pagare fornitori, imposte e rate bancarie, mentre una parte rilevante dei crediti sarà incassata più tardi.

Il bilancio mostra un’attività redditizia, ma il budget evidenzia un temporaneo deficit di cassa. Rilevare il problema in anticipo consente di valutare diverse azioni: accelerare il recupero dei crediti, negoziare condizioni coerenti con il ciclo finanziario, rinviare investimenti non urgenti o confrontarsi tempestivamente con gli istituti finanziari. Intervenire dopo il mancato pagamento riduce invece le alternative disponibili.

 

Liquidità e adeguati assetti aziendali

Il monitoraggio della tesoreria non è soltanto una buona pratica amministrativa. Gli assetti dell’impresa devono consentire di rilevare tempestivamente gli squilibri patrimoniali ed economico-finanziari, verificare la sostenibilità dei debiti e valutare le prospettive di continuità aziendale almeno per i dodici mesi successivi.

Non esiste un modello identico per ogni realtà. Il grado di dettaglio deve essere proporzionato a dimensioni, settore, stagionalità, tempi di incasso, struttura dei costi e indebitamento. Ciò che conta è disporre di informazioni aggiornate, attendibili e utilizzabili nelle decisioni.

Collegare bilancio, rendiconto finanziario e budget di tesoreria permette quindi di passare dalla semplice osservazione dei dati alla gestione anticipata della liquidità. Per impostare un monitoraggio coerente con le caratteristiche dell’impresa, è opportuno valutare il caso concreto con lo Studio.

 

Dottore Commercialista e Revisore Legale, specializzata in consulenza fiscale, contabile e aziendale. Assiste privati, professionisti, imprese ed enti nella gestione degli adempimenti, nell’analisi economico-finanziaria e nella valutazione di situazioni di crisi d’impresa, sovraindebitamento e risanamento. Integra competenze tradizionali e strumenti digitali avanzati per offrire consulenze mirate, efficienti e aggiornate.
Antonella Beringheli
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