Perdite previste e continuità aziendale: quando serve una verifica formalizzata

Una perdita prevista non determina automaticamente il venir meno della continuità aziendale. Rende però necessaria una verifica formalizzata quando, per importo, durata o cause, può compromettere il patrimonio, ridurre la liquidità disponibile o rendere insufficienti i flussi di cassa rispetto ai debiti e agli altri impegni futuri.

Il punto decisivo non è quindi soltanto quanto l’impresa perderà, ma se potrà continuare a operare e pagare regolarmente le proprie obbligazioni nell’orizzonte considerato.

Perdita economica, squilibrio patrimoniale e insufficienza finanziaria non coincidono

Le tre situazioni devono essere analizzate separatamente, anche quando derivano dallo stesso problema operativo.

  • Perdita economica: i costi di competenza superano i ricavi. Può comprendere componenti che non producono un pagamento immediato, come ammortamenti o svalutazioni.
  • Squilibrio patrimoniale: le perdite riducono il patrimonio netto e possono indebolire la capacità dell’impresa di assorbire ulteriori risultati negativi o sostenere l’indebitamento.
  • Insufficienza finanziaria: gli incassi, la liquidità disponibile e le fonti realisticamente accessibili non bastano per pagare fornitori, dipendenti, imposte, rate e altri impegni alle rispettive scadenze.

Un’impresa può pertanto prevedere una perdita ma conservare risorse patrimoniali e finanziarie sufficienti. Al contrario, può presentare un risultato economico non particolarmente negativo e incontrare comunque gravi difficoltà di pagamento, per esempio a causa di crediti incassati in ritardo o di elevate rate di finanziamento.

Quando la verifica deve diventare formale e documentata

La valutazione della continuità è parte del processo di preparazione del bilancio e deve guardare a un periodo di almeno dodici mesi dalla sua data di riferimento. Una perdita prospettica richiede un approfondimento specifico quando fa emergere una o più delle seguenti condizioni:

Consulenza crisi d’impresa
La situazione aziendale richiede un approfondimento?
Possiamo analizzare la situazione economica, finanziaria e debitoria dell’impresa e valutare i possibili percorsi di intervento.
Studio Beringheli · Dottori Commercialisti e Revisori Legali
  • non è occasionale, ma si ripete o è prevista per una parte rilevante dell’orizzonte esaminato;
  • assorbe una quota significativa del patrimonio netto o riduce sensibilmente la capacità di sopportare ulteriori scostamenti;
  • deriva da un deterioramento strutturale di vendite, margini, produttività o capacità operativa;
  • si accompagna a flussi di cassa operativi insufficienti o negativi;
  • rende necessario utilizzare integralmente la liquidità o gli affidamenti disponibili;
  • può determinare il mancato rispetto di rate, scadenze fiscali, debiti verso dipendenti o fornitori;
  • presuppone nuovi finanziamenti, apporti dei soci, rinnovi di linee bancarie o dismissioni non ancora ragionevolmente supportati;
  • lascia un margine di sicurezza troppo ridotto rispetto a ritardi negli incassi, minori ricavi o maggiori costi.

Non esiste quindi una percentuale universale di perdita oltre la quale la continuità viene automaticamente meno. La rilevanza dipende dalla dimensione dell’impresa, dalla struttura dei costi, dalla solidità patrimoniale, dalle scadenze dei debiti e dalla capacità concreta di ottenere o generare risorse finanziarie.

Un esempio: stessa perdita, conclusioni finanziarie diverse

Si considerino due scenari ipotetici riferiti ai dodici mesi successivi. In entrambi l’impresa prevede una perdita economica di 120.000 euro e parte da un patrimonio netto di 600.000 euro. Dopo la perdita, il patrimonio netto previsto sarebbe pari a 480.000 euro.

Voce finanziaria nei dodici mesiScenario AScenario B
Liquidità iniziale180.000 euro180.000 euro
Incassi previsti1.000.000 euro900.000 euro
Pagamenti operativi950.000 euro980.000 euro
Rate e interessi140.000 euro140.000 euro
Investimenti indispensabili30.000 euro30.000 euro
Liquidità finale prevista60.000 euro-70.000 euro

Nello scenario A la perdita economica non produce, da sola, un deficit finanziario finale. Occorre comunque controllare la distribuzione mensile dei flussi, perché un saldo positivo a fine periodo non esclude scoperti intermedi.

Nello scenario B, invece, le stesse perdite si accompagnano a un fabbisogno finanziario di 70.000 euro. La verifica deve quindi individuare quando nasce il deficit, quali obbligazioni non sarebbero sostenibili e se esistono coperture realistiche. Una generica previsione di nuovi finanziamenti non basta se importo, tempi e condizioni non sono supportati da elementi attendibili.

L’esempio permette di comprendere perché il risultato economico prospettico sia soltanto il punto di partenza: la decisione sulla continuità dipende anche dalla trasformazione dei ricavi in incassi, dai tempi di pagamento e dalla struttura del debito.

Che cosa deve contenere la verifica

Una valutazione documentata non dovrebbe limitarsi a una frase nel verbale o nella nota integrativa. Deve rendere comprensibile il percorso seguito dagli amministratori.

1. Cause e durata delle perdite

Occorre distinguere eventi temporanei da fattori strutturali. Una perdita dovuta a un costo non ricorrente ha implicazioni diverse da una perdita prodotta da margini insufficienti su ogni vendita.

2. Effetto sul patrimonio

La proiezione deve mostrare come le perdite incidono sul patrimonio netto e verificare separatamente le eventuali conseguenze previste dalla disciplina societaria applicabile. La presenza di patrimonio positivo, tuttavia, non dimostra da sola la disponibilità di cassa.

3. Flussi finanziari e scadenze

Incassi e pagamenti devono essere collocati nel tempo. Una previsione annuale aggregata può nascondere deficit mensili incompatibili con gli affidamenti effettivamente disponibili. Sul piano della crisi d’impresa, assume particolare rilievo la capacità dei flussi prospettici di fronteggiare le obbligazioni dei successivi dodici mesi.

4. Ipotesi e azioni correttive

Le misure previste devono essere quantificate e collegate a tempi verificabili. Riduzioni di costi, aumenti di prezzo, recupero di crediti, rinnovi bancari o apporti dei soci non possono essere trattati come certi senza valutarne fattibilità, tempi ed eventuali condizioni.

5. Scenario ragionevole e scenario avverso

Quando il margine finanziario è ridotto, è opportuno verificare almeno l’effetto di ipotesi meno favorevoli su ricavi, incassi, costi e disponibilità del credito. Lo scopo non è prevedere ogni evento, ma capire se una variazione plausibile renda non sostenibili i pagamenti.

Quando emergono significative incertezze

Se la valutazione individua incertezze significative sulla capacità dell’impresa di continuare a operare, l’OIC 11 richiede che nella nota integrativa siano illustrate con chiarezza le relative informazioni: fattori di rischio, assunzioni adottate, incertezze identificate, piani futuri e possibili ricadute sulla continuità.

Questo non significa che ogni incertezza determini automaticamente l’abbandono della prospettiva di funzionamento. Significa, piuttosto, che le conclusioni devono essere coerenti con i dati disponibili e accompagnate da un’informativa adeguata.

La valutazione contabile della continuità e la nozione di crisi prevista dal Codice della crisi sono collegate, ma non sovrapponibili. La prima riguarda la capacità dell’azienda di rimanere un complesso economico funzionante; la seconda attribuisce rilievo all’inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici rispetto alle obbligazioni dei successivi dodici mesi.

Conclusione

Le perdite previste richiedono una verifica formalizzata quando possono propagarsi dal conto economico al patrimonio e, soprattutto, alla capacità di finanziare l’attività e rispettare le scadenze future. La conclusione sulla continuità non può quindi basarsi sul solo segno negativo del risultato: deve derivare da previsioni coerenti, flussi collocati nel tempo, ipotesi verificabili e azioni finanziariamente sostenibili.

Dottore Commercialista e Revisore Legale, specializzata in consulenza fiscale, contabile e aziendale. Assiste privati, professionisti, imprese ed enti nella gestione degli adempimenti, nell’analisi economico-finanziaria e nella valutazione di situazioni di crisi d’impresa, sovraindebitamento e risanamento. Integra competenze tradizionali e strumenti digitali avanzati per offrire consulenze mirate, efficienti e aggiornate.
Antonella Beringheli
Consulenza crisi d’impresa
La situazione aziendale richiede un approfondimento?
Possiamo analizzare la situazione economica, finanziaria e debitoria dell’impresa e valutare i possibili percorsi di intervento.
Studio Beringheli · Dottori Commercialisti e Revisori Legali
Condividi se ti è piaciuto l'articolo