Break-even multiprodotto: calcolo del pareggio con margini e mix diversi

Quando l’impresa vende più prodotti o servizi, il punto di pareggio si calcola utilizzando un margine di contribuzione medio ponderato, costruito in base alla composizione prevista delle vendite. Non basta quindi dividere i costi fissi per un margine unitario generico: occorre prima stabilire quanto pesa ciascuna linea nel volume complessivo.

Il risultato indica quante unità complessive, o quale ammontare di ricavi, servono per coprire i costi fissi mantenendo quel determinato mix. Se la composizione delle vendite cambia, cambia anche il break-even.

Dal margine della singola linea al break-even complessivo

Il margine di contribuzione misura quanto resta dei ricavi dopo avere sottratto i costi variabili. Tale importo contribuisce prima alla copertura dei costi fissi e, una volta superato il punto di pareggio, alla formazione del risultato operativo.

Per ogni prodotto o servizio occorre rilevare:

  • prezzo unitario netto coerente con il periodo esaminato;
  • costi variabili unitari direttamente collegati alla vendita o all’erogazione;
  • margine di contribuzione unitario;
  • incidenza percentuale del margine sul prezzo;
  • quota della linea nel mix di vendita atteso.

Le formule di base sono:

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  • margine unitario = prezzo unitario − costi variabili unitari;
  • margine percentuale = margine unitario ÷ prezzo unitario;
  • margine medio ponderato = somma dei margini unitari moltiplicati per le rispettive quote di vendita;
  • volume di pareggio = costi fissi ÷ margine medio ponderato.

Esempio ipotetico con tre prodotti

Si consideri un’impresa che, nel budget di un esercizio, prevede costi fissi operativi pari a 166.000 euro e vende tre prodotti. L’analisi assume che prezzi e costi variabili unitari restino costanti nell’intervallo di volume considerato.

ProdottoPrezzo unitarioCosto variabile unitarioMargine unitarioMargine percentualeMix in unità
A100 euro60 euro40,00 euro40,00%50%
B80 euro56 euro24,00 euro30,00%30%
C50 euro20 euro30,00 euro60,00%20%

Il mix può essere rappresentato come un paniere di 10 unità: 5 unità di A, 3 di B e 2 di C. Il margine prodotto da questo paniere è pari a 332,00 euro.

Dividendo i costi fissi di 166.000 euro per il margine del paniere, il pareggio si raggiunge con 500 panieri, equivalenti a 5.000 unità complessive.

Attribuzione del volume di pareggio alle linee

ProdottoUnità al pareggioRicavi al pareggio
A2.500250.000,00 euro
B1.500120.000,00 euro
C1.00050.000,00 euro
Totale5.000420.000,00 euro

Nel caso ipotetico, l’impresa deve quindi realizzare 420.000 euro di ricavi, rispettando il mix previsto, per generare un margine di contribuzione complessivo sufficiente a coprire 166.000 euro di costi fissi. Il margine medio ponderato sui ricavi è pari a 39,52%.

Cosa accade se cambia la composizione delle vendite

Il mix non è un dettaglio commerciale: determina direttamente il margine medio e il volume necessario per raggiungere il pareggio. Si ipotizzi che il peso del prodotto A scenda dal 50% al 30%, mentre quello del prodotto B salga dal 30% al 50%. La quota del prodotto C resta al 20%.

Il nuovo paniere di 10 unità contiene 3 unità di A, 5 di B e 2 di C. Il suo margine complessivo scende a 300,00 euro, ossia a 30 euro medi per unità.

A parità di costi fissi, il nuovo volume di pareggio diventa 5.533,33 unità complessive. Rispetto alle 5.000 unità iniziali, l’incremento è del 10,67%.

Il peggioramento non dipende da una riduzione dei ricavi complessivi già realizzata, ma dalla maggiore incidenza del prodotto B, che presenta il margine unitario e percentuale più basso. L’analisi consente quindi di valutare se un obiettivo commerciale basato sui soli volumi sia compatibile con la copertura dei costi fissi.

Margine unitario o margine percentuale: quale usare

Il margine unitario è particolarmente utile quando il mix viene espresso in quantità omogenee o in panieri di vendita. Il margine percentuale ponderato è invece più pratico quando prodotti e servizi hanno unità di misura difficilmente confrontabili, come ore professionali, abbonamenti, commesse e beni fisici.

In quest’ultimo caso si determina l’incidenza di ogni linea sui ricavi attesi e si pondera la relativa percentuale di contribuzione. Il fatturato di pareggio si ottiene dividendo i costi fissi per il margine percentuale medio ponderato.

Le due impostazioni devono essere applicate con coerenza: un mix espresso in unità non può essere sostituito automaticamente con un mix espresso in ricavi, perché prezzi differenti producono pesi differenti.

Procedura operativa

  • Definire il periodo: mese, trimestre o esercizio, mantenendo coerenti ricavi, costi e volumi.
  • Classificare i costi: separare i costi variabili dai costi che, nell’intervallo analizzato, sono trattati come fissi.
  • Calcolare i margini: misurare il contributo unitario e percentuale di ogni linea.
  • Stimare il mix: utilizzare quantità o ricavi attesi, specificando chiaramente il criterio adottato.
  • Costruire la media ponderata: applicare a ogni margine il peso della relativa linea.
  • Calcolare il pareggio: dividere i costi fissi per il margine medio coerente con il tipo di mix.
  • Simulare mix alternativi: verificare l’effetto di spostamenti verso linee con margini maggiori o minori.
  • Confrontare previsione e dati effettivi: aggiornare il calcolo se prezzi, costi o composizione delle vendite cambiano.

I limiti dell’ipotesi di mix costante

Il break-even multiprodotto non individua una soglia immutabile. Il calcolo presuppone che il mix utilizzato nella media ponderata resti stabile fino al raggiungimento del pareggio. Nella pratica, promozioni, stagionalità, capacità produttiva, disponibilità del personale e comportamento dei clienti possono modificare la composizione delle vendite.

Occorre inoltre prestare attenzione ai costi semivariabili, agli sconti progressivi, alle provvigioni, alle ore straordinarie e agli incrementi di struttura necessari oltre determinate capacità operative. In questi casi prezzi, costi variabili o costi fissi non seguono più un andamento lineare.

Per rendere il dato utilizzabile nelle decisioni è quindi opportuno calcolare almeno uno scenario con il mix atteso e uno con una composizione meno favorevole. Il punto di pareggio diventa così un intervallo da monitorare, non un singolo numero isolato.

Conclusione

In un’impresa multiprodotto, il pareggio dipende sia dai volumi sia da ciò che viene venduto. Il passaggio essenziale è costruire un margine di contribuzione medio ponderato su un mix esplicito e verificabile. La simulazione di composizioni alternative permette poi di capire se la crescita delle vendite migliora davvero la copertura dei costi fissi oppure richiede volumi aggiuntivi perché concentrata sulle linee meno redditizie.

 

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Dottore Commercialista e Revisore Legale, specializzata in consulenza fiscale, contabile e aziendale. Assiste privati, professionisti, imprese ed enti nella gestione degli adempimenti, nell’analisi economico-finanziaria e nella valutazione di situazioni di crisi d’impresa, sovraindebitamento e risanamento. Integra competenze tradizionali e strumenti digitali avanzati per offrire consulenze mirate, efficienti e aggiornate.
Antonella Beringheli
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