L’apertura della liquidazione controllata non consente di continuare automaticamente tutti i contratti e i pagamenti come prima. Locazioni, utenze, finanziamenti, conti correnti e addebiti ricorrenti devono essere censiti e valutati uno per uno, distinguendo i debiti anteriori alla procedura dai costi sorti successivamente e realmente necessari.
La decisione non dipende soltanto dalla volontà del debitore. Il liquidatore assume la gestione del patrimonio compreso nella procedura e opera sotto il controllo del giudice delegato. Pagare una vecchia rata o lasciare attivo un addebito senza una preventiva verifica può alterare il trattamento dei creditori.
Il primo passaggio: classificare ogni rapporto in corso
Per ciascun contratto occorre ricostruire almeno:
- la controparte e l’oggetto del rapporto;
- la data del contratto e la sua durata;
- le somme già scadute alla data di apertura;
- i pagamenti futuri e il relativo calendario;
- l’eventuale addebito automatico su conto o carta;
- le garanzie personali o reali collegate;
- l’utilità del contratto per il debitore, la famiglia, l’attività residua o la conservazione dei beni;
- i costi e le conseguenze economiche della prosecuzione o della cessazione.
Da questa ricognizione può emergere la prosecuzione del rapporto, la sua temporanea sospensione oppure lo scioglimento, secondo la disciplina applicabile e i provvedimenti adottati nella procedura. Non è quindi corretto presumere che tutti i contratti cessino con la sentenza o, al contrario, che continuino senza interventi.
Affitto dell’abitazione o dei locali utilizzati per l’attività
La locazione dell’abitazione principale deve essere distinta dall’affitto di un ufficio, laboratorio, negozio o deposito.
Locazione dell’abitazione
Se l’immobile è necessario per le esigenze abitative del debitore e della famiglia, il canone futuro deve essere rappresentato tra le spese di mantenimento. La sua sostenibilità va documentata indicando contratto registrato, importo, scadenze, componenti del nucleo familiare e possibili alternative.
I canoni già scaduti prima dell’apertura non vanno confusi con quelli maturati successivamente. I primi costituiscono, in linea generale, debiti anteriori da trattare nella procedura; i secondi richiedono una valutazione collegata alla permanenza nell’immobile e all’importo riconosciuto per il mantenimento.
Locazione commerciale o professionale
Per un locale operativo bisogna verificare se l’attività può legittimamente proseguire, anche solo per completare operazioni autorizzate, conservare beni o agevolarne la vendita. Se il locale non produce più alcuna utilità, continuare a maturare canoni può ridurre le risorse disponibili senza un vantaggio per la procedura.
Devono essere esaminati anche deposito cauzionale, beni presenti nei locali, obblighi di riconsegna e costi di sgombero. Una cessazione non coordinata può esporre beni della procedura a dispersione o rendere più difficile documentarne la destinazione.
Utenze e servizi ricorrenti: non sono tutti indispensabili
Energia, gas, acqua, telefonia, connessione internet, software, assicurazioni e servizi in abbonamento devono essere separati in tre gruppi:
- servizi personali essenziali, collegati alle normali esigenze abitative e familiari;
- servizi necessari alla conservazione o liquidazione dei beni, come un’utenza indispensabile per custodire un immobile o mantenere operativo un impianto;
- servizi non più utili, che possono essere disdetti o ridimensionati evitando nuovi costi.
Le fatture anteriori all’apertura non dovrebbero essere pagate indistintamente insieme ai consumi successivi. Quando il fornitore emette una fattura che comprende periodi diversi, è opportuno richiedere o predisporre una separazione documentata degli importi.
Rate di mutui e finanziamenti
L’apertura della procedura non trasforma le rate di un finanziamento preesistente in normali spese correnti. Capitale, interessi e arretrati devono essere ricostruiti con riferimento alla data di apertura, tenendo conto delle garanzie collegate e del bene finanziato.
Il debitore non dovrebbe continuare autonomamente a pagare le rate per il solo fatto che l’addebito è ancora attivo. Occorre verificare:
- se il finanziamento è assistito da ipoteca, pegno o altra garanzia;
- se il bene finanziato rientra nel patrimonio da liquidare;
- se il contratto è ancora in fase di esecuzione o residua soltanto il rimborso del debito;
- se esistono garanti o coobbligati;
- quali indicazioni siano state impartite dal liquidatore o dal giudice.
La sospensione dell’addebito non equivale alla cancellazione del debito e non libera eventuali garanti. Serve invece a evitare che un creditore anteriore venga pagato fuori dalle regole della procedura.
Conti correnti, carte e addebiti automatici
Subito dopo l’apertura è necessario consegnare al liquidatore l’elenco completo di conti, carte, depositi, strumenti di pagamento e servizi collegati. Per ciascun rapporto vanno prodotti saldo, estratti conto recenti, coordinate, deleghe, carte attive e lista degli addebiti periodici.
La banca può adottare misure operative dopo aver ricevuto la sentenza e le disposizioni della procedura. Per questo non si deve presumere che il vecchio conto rimanga liberamente utilizzabile dal debitore.
Gli addebiti SEPA, i pagamenti programmati e i rinnovi collegati alle carte meritano una verifica immediata. Una checklist iniziale può comprendere:
- rate di mutui e prestiti;
- canoni di locazione e leasing;
- utenze domestiche e aziendali;
- polizze assicurative;
- servizi cloud, software e telefonia;
- abbonamenti e piattaforme digitali;
- commissioni bancarie e costi delle carte;
- ordini permanenti a favore di familiari o terzi.
Per ogni voce occorre indicare se deve essere bloccata, mantenuta temporaneamente o trasferita su uno strumento autorizzato. Lasciare tutti gli automatismi invariati rende più difficile distinguere i pagamenti necessari dalle uscite riferibili a debiti anteriori.
Come individuare le spese personali necessarie
Non tutto il reddito futuro del debitore persona fisica è necessariamente destinato alla liquidazione. La disciplina esclude quanto occorre al mantenimento del debitore e della sua famiglia, nei limiti stabiliti dal giudice.
Per ottenere una valutazione attendibile non basta presentare una cifra complessiva. È preferibile predisporre un prospetto mensile accompagnato dai documenti disponibili:
- canone di locazione o spesa abitativa;
- utenze essenziali;
- alimentazione e beni di prima necessità;
- spese sanitarie documentate;
- trasporti necessari per il lavoro o per esigenze familiari;
- spese scolastiche e di cura;
- eventuali obblighi di mantenimento;
- entrate degli altri componenti della famiglia.
Le spese occasionali prevedibili, come una cura programmata o un costo scolastico annuale, vanno indicate separatamente. Questo consente di non confondere il fabbisogno ordinario con eventi eccezionali.
Spese operative e costi della procedura
Le spese operative seguono una logica diversa da quelle personali. Devono essere collegate a un’attività autorizzata, alla custodia del patrimonio o alla sua liquidazione. Possono rientrare, a seconda del caso, costi per mettere in sicurezza un bene, conservarlo, trasferirlo, stimarlo o venderlo.
La sola esistenza di una vecchia attività non rende necessarie tutte le spese che essa sosteneva prima della procedura. Ogni costo dovrebbe essere accompagnato da una breve motivazione che chiarisca:
- quale bene o operazione riguarda;
- perché non può essere evitato o rinviato;
- chi deve effettuare il pagamento;
- il periodo cui si riferisce;
- il vantaggio atteso per la procedura;
- l’autorizzazione eventualmente richiesta.
Una procedura pratica per i primi giorni
- Bloccare le iniziative autonome: non disporre nuovi pagamenti selettivi e non chiudere rapporti rilevanti senza informare il liquidatore.
- Creare un registro dei contratti: riportare controparte, costo, scadenza, arretrati, garanzie e modalità di pagamento.
- Separare temporalmente i debiti: distinguere quanto maturato prima della sentenza da quanto sorge dopo.
- Controllare gli automatismi bancari: censire addebiti, carte, ordini permanenti e rinnovi automatici.
- Documentare le necessità: allegare contratti, fatture, estratti conto, ricevute e una motivazione sintetica.
- Registrare la decisione: annotare per ogni rapporto se prosegue, è sospeso, viene disdetto o resta in attesa di autorizzazione.
In conclusione, durante la liquidazione controllata i pagamenti ricorrenti non devono procedere per inerzia. La gestione corretta richiede di separare debiti anteriori e costi successivi, disattivare gli automatismi non autorizzati e documentare sia le esigenze personali essenziali sia le spese utili alla conservazione e alla liquidazione del patrimonio.